ATTIVITA'
PROTEZIONE CIVILE
© Irene D’Aurizio
Per "Protezione civile" si intendono tutte le strutture e le attività organizzate per tutelare, prevenire e soccorrere la vita, l’ambiente e i beni provocati dai danni o dal pericolo derivanti da calamità naturali e da catastrofi.
La nostra associazione fu iscritta, Con decreto del Presidente della Giunta della Regione Emilia Romagna n° 723 del 14.10.1992, nel Registro Regionale del Volontariato ai sensi della Legge n° 266/91.
Con Delibera di protocollo 81385/H/1.117 dell’11.03.1996 fu iscritta nell’elenco delle Associazioni di Volontariato del dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, e pertanto autorizzata all’uso dell’emblema del volontariato di Protezione civile di cui il D.M. 25.06.85.
La nostra associazione, coordinata dalla Consulta Provinciale del volontariato di Protezione civile, interviene come Protezione civile per tutte le emergenze quali quelle di tipo idraulico, idrogeologico, terremoti, incendio boschivo e prevenzione durante il periodo estivo; inoltre viene chiamata in caso di incidenti o catastrofi o per servizi di ordine pubblico.
In Emilia Romagna l’Agenzia regionale di Protezione civile viene istituita e regolata dalla Legge 1/2005 “Nuove norme in materia di protezione civile evolontariato”.

RISCHIO IDRAULICO
Il rischio idraulico è il prodotto di più fattori:
- la pericolosità dell’evento naturale (P), è la frequenza e l’intensità prevedibili degli eventi naturali che potrebbero interessare un certo territorio.
- la vulnerabilità (V), è la caratteristica di resistenza offerta dallo stato di fatto.
- l’esposizione del territorio colpito (E), è la dislocazione nel territorio degli insediamenti umani e infrastrutture che possono subire danno.
R = P x (V x E)
L’inondazione (foto1) è un fenomeno naturale, è l’uso da parte della natura dei terreni circostanti l’alveo dei fiumi quando le piogge intense fanno sì che la portata di un fiume ecceda la capacità del suo alveo.
Il problema è che le zone alluvionali, in virtù della loro fertilità e del loro essere pianeggianti, sono sottoposti a un intenso sfruttamento agricolo e di insediamento civile e industriale, ed è per questo che il rischio nasce dall’impatto di un fenomeno naturale su un territorio utilizzato dall’uomo. Anche in questo caso di rischio sono già in atto studi e metodi di intervento.

RISCHIO IDROGEOLOGICO
Il rischio idrogeologico fa riferimento a tutti i fenomeni di
- Erosione
- Smottamenti e frane
- Alluvioni
- Ingressioni marine
Anche il rischio idrogeologico è il prodotto di più fattori.
-
Rischio Totale (Rc), inteso come il numero delle persone coinvolte, danni alle proprietà, ad attività economiche e sociali.
-
Valore degli elementi esposti (vE), cioè la popolazione, proprietà, attività economiche, patrimonio ambientale e culturale.
-
Pericolosità (H), cioè la Probabilità di accadimento di un determinato fenomeno potenziale in uno specifico periodo di tempo in una determinata area .
-
Vulnerabilità (V), definita come grado di danno o di perdita di uno o più elementi a rischio.
Rc = vE x H x V
Per dissesto idrogeologico si intende quell’insieme di fenomeni di erosione idrica, degradazione superficiale (foto2 - foto3) e del sottosuolo, le aggressioni delle acque fluviali o marine che determinano l’instabilità dei versanti, le alluvioni e l’arretramento dei litorali.
I fattori che provocano il dissesto possono essere naturali (caratteristiche delle rocce e terreni, subsidenza, terremoti, clima) o artificiali creati dall’uomo (espansioni edilizie, sbancamenti, disboscamenti, sfruttamento e emungimento falde idriche sotterranee, infiltrazione d’acqua,…).

TERREMOTI
I terremoti sono vibrazioni della superficie terrestre, provocate da un'improvvisa liberazione di energia in un punto profondo della crosta terrestre (ipocentro); da questo punto si propagano in tutte le direzioni una serie di onde elastiche, dette "onde sismiche"; Il punto sulla superficie della Terra, posto sulla verticale dell'ipocentro è detto epicentro dove le vibrazioni sono più violente.
La terraferma è in lento ma costante movimento e i terremoti si verificano quando la tensione risultante eccede la capacità del materiale di sopportarla. Questa condizione occorre molto spesso sui confini delle placche tettonichenelle quali la litosfera terrestre può essere divisa. Le spinte tettoniche liberanoenergia che si propaga in forma di onde sismiche. Quando le scosse sismicheinteressano i fondi marini abbiamo i maremoti. Ma esistono anche movimentisismici dovuti alle eruzioni vulcaniche. I terremoti si verificano ogni giorno sulla Terra, ma la stragrande maggioranza causa poco o nessun danno. La durata media di una scossa è molto al di sotto dei 30 secondi; per i terremoti più forti, però, può arrivare fino a qualche minuto. Le onde elastiche che si propagano durante un terremoto sono di diverso tipo e in alcuni casi possono risultare in un movimento prevalentemente orizzontale o verticale del terreno (scossa ondulatoria o sussultoria). Un terremoto può essere accompagnato da forti rumori sotterranei che possono ricordare boati, rombi, tuoni,...; questi suoni sono dovuti al passaggio delle onde sismiche all'atmosfera e sono più intensi in vicinanza dell'epicentro.
Grandi terremoti possono causare gravi distruzioni e alte perdite di vite umane, attraverso una serie di agenti distruttivi, il principale dei quali è il movimento sussultorio e ondulatorio del terreno, accompagnato da effetti correlati: frattura della faglia, inondazione (ad esempio, maremoto o rottura di dighe), cedimenti del terreno (frane, smottamenti), incendi o fuoriuscite di materiali pericolosi. In un particolare terremoto, ciascuno di questi agenti può essere predominante e, storicamente, ha causato gravi danni e numerose vittime.
I terremoti sono gli eventi naturali di gran lunga più potenti sulla terra. I granditerremoti possono rilasciare un'energia superiore a migliaia di bombe atomiche in pochi secondi. A tal riguardo basti pensare che un terremoto riesce a spostare in pochi secondi volumi di roccia di dimensioni pari a centinaia per centinaia di chilometri o anche più.
Per misurare l'intensità dei sismi si utilizzano la scala Richter e la scala Mercalli. La prima valuta la quantità di energia liberata, la seconda l'entità dei danni in superficie.
La magnitudo (frequentemente misurata attraverso la scala Richter) e l'intensità macrosismica (misurata tramite la scala Mercalli) sono le due misure principali della "forza" di un terremoto. Le due scale non sono equivalenti: la magnitudo è una misura dell'energia sprigionata da un terremoto nel punto in cui esso si è originato (ipocentro). L'intensità è invece una misura degli effetti che il terremoto ha prodotto sull'uomo, sugli edifici presenti nell'area colpita dal sisma, sull'ambiente.
La magnitudo è una misura fisica che dipende soltanto dall'energia sprigionata dal terremoto nel punto in cui si è generato. Grazie allo sviluppo delle tecnologie e alla disponibilità di dati in formato numerico utilizzabili direttamente dai calcolatori elettronici è oggi possibile calcolare la magnitudo di un evento sismico in pochi minuti.

TUTELA AMBIENTALE
© Gianfranco Kolletzek / Paola Arbizzani
Il nostro motto associativo
“La conservazione della natura, intesa in senso moderno, è l’impiego avveduto delle risorse naturali che si rigenerano. L’aria, l’acqua, il suolo, la vegetazione e gli animali sono tutti elementi essenziali alla sopravvivenza umana.”
|
Per “tutela ambientale” si intendono tutte quelle attività, legate sempre al volontariato, che si possono riassumere sostanzialmente in cinque tipologie principali:
- Protezione animali
- Rifiuti
- Anti-incendi boschivi e campestri
- Inquinamento ambientale (acustico, atmosferico, luminoso, elettromagnetico)
- Servizio di assistenza civica
La sintesi della tutela ambientale deve essere un monitoraggio, una prevenzione, un’acquisizione di prove documentali in caso di delitti ambientali reiterati ed infine anche una denuncia alla Procura della Repubblica.

PROTEZIONE ANIMALI
Su iniziativa dell’UNESCO in data 15 ottobre 1978 a Parigi è stata proclamata “dichiarazione universale dei diritti dell’animale”.
In Italia tali concetti sono stati chiaramente espressi nel 1961 dal Procuratore Generale della Corte Suprema di Cassazione Prof. Ernesto Eula: “Per quanto concerne gli animali non si può parlare propriamente di soggettività giuridica mancando in loro quelle doti di razionalità di libero volere e di responsabilità che sono proprie delle personalità: non si può tuttavia considerarli come cose, ma creature sensibili che fanno parte della nostra convivenza, concorrendo ad integrare la nostra collettività. Si pone, naturalmente, in corrispondenza ai diritti degli animali, una somma di doveri per gli uomini, considerati singolarmente e nella loro collettività organizzata, impersonata nello Stato”.
Con la “tutela del benessere degli animali” lo scopo principale è far riconoscere agli animali un loro ruolo ed un loro habitat (foto1) controllando che essi non siano soggetti a maltrattamenti e/o sevizie. Gli animali devono essere considerati come nostri coinquilini terrestri, ridimensionando lo sfruttamento e l’assoggettamento indiscriminato da parte dell’uomo.

RIFIUTI
Un ecosistema naturale è costituito da una rete complessa di relazioni poiché esistono:
- produttori si sostanze organiche (piante).
- consumatori si sostanze organiche (animali).
- de-compositori (microrganismi che si nutrono di organismi morti trasformandoli in nuove sostanze organiche).
Quindi in ecosistema perfettamente naturale tutto è utile, nulla va sprecato, pertanto non esistono rifiuti.
La produzione di rifiuti da parte degli uomini invece destabilizza il flusso di materia e di energia proprio di un ecosistema, provocando inquinamento di aria, acqua e suolo.
Lo scopo principale delle nostre guardie ambientali è quello di sensibilizzare, vigilare e in ultima analisi reprimere, l’abbandono indiscriminato e illegale dei rifiuti normali ed ancora di più su quelli pericolosi (foto2) incentivando l’opinione pubblica sull’importanza della raccolta differenziata dei rifiuti.
La raccolta differenziata serve a fornire:
- il riutilizzo
- il riciclaggio ed il recupero di materie prime (come la carta, la plastica e vetro) , e di energia.
Le finalità di questo tipo di raccolta sono:
- ridurre la quantità di rifiuti da smaltire in discarica o all’inceneritore.
- valorizzare i rifiuti da smaltire attraverso il recupero di energia e di materiali alternativi alle materie prime.
- Diminuire la presenza di sostanze pericolose nei rifiuti urbani, come pile e farmaci scaduti.
- recuperare energia mediante il trattamento termico.
- promuovere presso i cittadini comportamenti più responsabili e volti alla sostenibilità, alla prevenzione e alla riduzioni dei consumi.

ANTI-INCENDI BOSCHIVI E CAMPESTRI
Pro-natura Bologna è particolarmente attenta al problema degli incendi boschivi e campestri, i quali hanno nel periodo estivo, la loro maggiore attività. Molti dei volontari della nostra associazione sono specializzati A.I.B. (anti incendi boschivi) attraverso un corso i cui esami finali sono presieduti e giudicati presso il comando dei Vigili del Fuoco. L’attestato conseguito èstato rilasciato dalla Provincia di Bologna. Qualche altro volontario inoltre, ha conseguito un ulteriore attestato di “capo squadra A.I.B.”che altro non è che il coordinatore di una pattuglia di volontari A.I.B. durante un incendio boschivo.
Un’altra attività importante per la prevenzione degli incendi campestri è la pulizia del sottobosco (foto3 - foto4 - foto5 - foto6).
Le tre cause principali degli incendi boschivi sono:
- Cause naturali, che solitamente hanno una incidenza in percentuale di accadimento molto modesta, quali:
- Fulmini
- Eruzione vulcanica
- Cause accidentali, anche queste con incidenza modesta, quali:
- Effetto lente (pezzi di vetro presenti nel suolo)
- Scintille (limitato alle scarpate ferroviarie)
- Archi voltaici (interruzioni violente di corrente)
- Cause di origine antropica (derivate dall’uomo) quali:
- Colpose/Involontarie (mozziconi di sigaretta, fuochi campestri, abbruciamento delle stoppie, incidenti stradali)
- Dolose/Volontarie (piromania, fini speculativi, esibizionismo, vendetta)
Per comprendere meglio come l’incendio si propaga è necessario capire come il calore prodotto dalla combustione si propaga ad altri materiali. Questo avviene in tre modi:
- Per irraggiamento. L’energia calorica viene trasportata nello spazio mediante onde elettromagnetiche senza alcun contatto diretto.
- Per convenzione. Il calore si propaga nell’aria per differenza di densità.
- Per conduzione. Il calore si trasmette da un estremo all’altro di un corpo per fenomeno molecolare.
L’agente primario della dinamica evolutiva degli incendi boschivi e campestri è il vento. Esso svolge un’influenza primaria sul comportamento del fuoco e quindi sull’evoluzione generale dell’incendio. Se è costante la forma dell’incendio è ellittica-allungata con avanzamento secondo la direzione del vento. Se il vento è irregolare altrettanto irregolare risulterà essere la forma dell’incendio. Anche gli incendi boschivi sono suddivisi per tipologie:
- Incendi sotterranei che si sviluppano per abbruciamento delle sostanze vegetali sotto il livello del suolo quali:
- Humus indecomposto
- Torba
- Ceppaie
- Radici
- Incendi di superficie che si sviluppano a livello del suolo per azione di:
- Erba secca, rami secchi e foglie
L’incendio avanza rapidamente e raramente raggiunge forte intensità e spesso non determina danni di rilievo alla vegetazione arborea e si riesce a spegnere con relativa facilità a meno che non si trasformi in incendio di chioma.
Sono i più pericolosie preoccupanti per via del fatto che le fiamme investono rapidamente le chiome degli alberi con grande sviluppo di calore. I danni sonomolto gravi e nel caso di boschi o conifere, sono sempre altamente distruttivi.
Ogni cittadino è richiamato alla massima attenzione e prevenzione qualsiasi volta si trovi in area boschiva o campestre evitando di accendere fuochi di ogni tipo, facendo particolare attenzione a spegnere bene i mozziconi di sigaretta.
CHI SALVAGUARDA LA NATURA SALVAGUARDA SE STESSO

INQUINAMENTO AMBIENTALE
Quando il genere umano, tra qualche secolo, osserverà il periodo che va dal 1900 al 1970 si accorgerà di che sconvolgimento tecnologico l’uomo stesso è stato capace di fare. Dopo essere andato a piedi poi a cavallo per migliaia di anni, l’uomo,in 70 anni è arrivato sulla luna. Il processo tecnologico purtroppo però, è stato inversamente proporzionale all’inquinamento ambientale e soltanto nell’ultimo ventennio si è cominciato a pensare a come ricorrere ai ripari. Anche su questo argomento la nostra associazione e le nostre guardie ambientali sono da anni in prima fila a prevenire, vigilare, segnalare e reprimere tutto ciò di illegale che accade all’ambiente.
Analizzando questo argomento l’inquinamento ambientale si può suddividere in:
- Acustico
- Atmosferico
- Luminoso
- Elettromagnetico
La nostra priorità principale rimane comunque, in ambito ambientale, quella della segnalazione sia chirografariache fotografica alle autorità di Polizia che viene effettuata compilando i moduli previsti dalla nostra associazione (doc1 - doc2).

SERVIZIO DI ASSISTENZA CIVICA
Con il comune di Bologna è in essere una collaborazione per quanto riguarda il servizio di assistenti civici sia in ambito di vigilanza ambientale nei parchi di Bologna sia come collaborazione con la Polizia Municipale in ambito di blocco stradale durante le partite di Fortitudo Basket. Tutti gli assistenti civici sono muniti di un tesserino riconoscitivo rilasciato dal settore delle politiche per la sicurezza (foto7)

|